Via della Seta. Un mese fa esatto, campeggiava ovunque la foto del Leader Cinese Xi Jinping che con il Presidente del Consiglio Conte firmavano il Memorandum of Understanding e le tanto dibattute intese tra Italia e Cina.

Il cuore dell’accordo è la Nuova Via della Seta, o Belt & Road

E’ chiaro che non si tratta di una strada vera e propria. Una via “fisica” cioè su cui persone e merci possano circolare. Comunque, per stare alla metafora del collegamento fisico fra culture, è comunque giusto chiarirsi su dove essa inizia e dove finisce. Se è a senso unico o più corsie. Quali siano i limiti di velocità in essa, se è rettilinea o piena di curve,  in salita o discesa, trafficata o meno. Se sarà a pagamento, se ci saranno svincoli per entrarvi ed uscirne e…

In pratica, se la Via della Seta, così come esce dal Memorandum, consentirà da subito un reale interscambio di beni e servizi tra Italia e Cina. Sarà cioè da subito una via per la quale viaggeranno flussi di beni e servizi in condizione di reciproca importazione ed esportazione. Oppure sarà esclusivamente utilizzata da un paese (la Cina) che si caratterizza da sempre per uno scarsissimo tasso d’importazione e sarà essa a stabilire le regole?

Inutile dire che dicendo oggi Cina, al di là delle idee romantiche che potremmo avere, stiamo parlando di un paese privo al suo interno di un rinnovamento sociale in grado di generare domanda. Caratterizzato da una chiusura culturale, umana, politica pressoché totale e da un elevatissimo volume di esportazioni, alimentate da una politica di prezzi e qualità al ribasso, che si basano sull’imposizione di un bassissimo tenore di vita.

Vantaggi della Via della Seta? Per ora nulla. Poi chi vivrà, vedrà. 

Certo non si può escludere che lo scenario sociale cinese si modifichi nel tempo. E’ realistico però sui tempi essere scettici e non farsi incantare da luoghi comuni ed analisi che guardano ad un mondo perfetto prescindendo dalla realtà come oggi si presenta. E’ certo dunque che non basteranno semplici accordi per giustificare il superamento del “Casello di Entrata” nella Via della Seta  e rendere le seppur meritevoli speranze di interazione e sinergie alla pari concrete.

La Cina oggi è lontana

L’apertura della Cina all’importazione dal mercato occidentale implicherebbe prima di tutto una rivoluzione sociale interna, che allo stato attuale non è neppure pensabile, stante il regime collettivista e repressivo in essere in quel paese.

Come dichiarato da Emanuele Vitali, Managing Director di Triboo East Media: “La Cina è un paese lontano anni luce da noi, soprattutto a livello culturale e, di conseguenza, anche nelle logiche di mercato. Per le nostre aziende, perciò, sarà fondamentale investire tempo e risorse dedicate, che porteranno a grandi benefici nel medio-lungo periodo.”.

Tanta diversità presuppone la conoscenza della cultura locale e dei modelli di pensiero. Così come le abitudini di consumo e il mondo digital, attraverso cui si declina l’intera esperienza di acquisto del consumatore cinese.

Le aziende italiane pertanto, per cogliere concretamente le opportunità del progetto Belt & Road, dovranno imparare a destreggiarsi e a promuovere la propria immagine sul mercato cinese. Aspetto che già da solo rappresenta un problema che va oltre le possibilità economiche delle PMI, alle quali si aggiungono vincoli politici di ogni specie, che possono ostacolare anche le più grandi imprese.

Quanto sopra, a patto che la Cina acconsenta a questa interrelazione culturale riconoscendo alla cultura occidentale una condizione di reciproco rispetto, almeno in nome di una prosperità mondiale, alla quale, però, le potentissime oligarchie Cinesi certamente non pensano.

La Via della Seta oggi ? Un’idea romantica, solo una linea a matita su una cartina geografica

Sotto questo profilo la Via Della Seta manca insomma come strada da realizzare, del progetto esecutivo, delle autorizzazioni amministrative, dei diritti di superficie, delle servitù, del capitolato di appalto, della gara e dell’aggiudicazione all’impresa che realizzerà l’opera.

La strada di comunicazione è poco più di un’idea, quindi.

La tanto discussa, declamata, urlata Via della Seta è come una una direzione disegnata con una semplice traccia di matita su una cartina geografica. C’è ben poco oltre quello schizzo.

Il futuro prossimo dirà se si passerà dall’idea romantica, ai fatti.

Attilio Sartori

Studio Associato Msc

Link per approfondire La Via della Seta